martedì 8 settembre 2015

Il ponte del destino

~Questo racconto partecipa al secondo bando di sfida di scrittura creativa del circolo Raynor's Hall~



"IL PONTE DEL DESTINO"


Fin da piccola, ho sempre avuto un carattere ribelle, preferivo correre tra i prati alla ricerca di animali selvatici, piuttosto che seguire una di quelle noiose lezioni sul come si comporta una futura regina. Inutile dire che questa mia estrema vivacità  era una vera spina nel fianco per i servitori che erano costretti ad inseguirmi ovunque. Fu proprio durante una delle mie tante fughe dal castello che incontrai lui, Ermett Darthall.
 Era li, dall'altra sponda del fiume, ai piedi del ponte che un tempo veniva utilizzato per il transito dei carri merci. Perché uso il passato? Perché quel ponte é ormai decadente, si dice che non reggerebbe neanche il peso di un bambino, ma essendo li da tempo immemorabile, nessuno ha il coraggio di abbatterlo.
"Ehi!!" urlò Ermett dall'altra parte del ponte. Il fiume che ci divideva non era molto grande  ma d'inverno, quando arrivavano le grandi piogge, si gonfiava di una violenza inaudita trascinando a valle con se qualsiasi cosa vi finisse dentro. Rimasi in silenzio, mentre il ragazzino che pareva avere la mia stessa età, si sbracciava sorridente guardando dalla mia parte. Avevo timore degli estranei, non avevo mai incontrato nessuno che non fosse del castello, arrossii e mi nascosi dietro uno dei piloni che sorreggevano il vecchio ponte di legno.
“Ciao, mi chiamo Ermett e tu?” mi urlò il ragazzino.
“Enelide” risposi restando nascosta. Avevo il batticuore, non conoscevo ancora il significato della parola amore a quei tempi, ma col senno di poi, sono sicura che il sentimento che provai quella volta era la cosa che più le somigliava. Rimasi in silenzio all’ombra delle travi, il viso rosso e le mani strette a pugno sul vestito di cotone bianco con nastri azzurri che mia madre mi aveva costretto ad indossare quella mattina.
“Posso chiamarti Nel?” sentii sussurrarmi in uno orecchio e per lo spavento saltai in avanti finendo distesa per terra. Ermett rise come un pazzo ed il suono della sue risate fu così allegro da fare scoppiare a ridere anche a me. Quel simpatico bambino dai capelli argentati e dagli occhi dello stesso colore del cielo, si sdraio accanto a me annusando profondamente l’aria, non capivo come mai, ma sentivo che era speciale.
 “Mi presento di nuovo, mi chiamo Ermett, ma tu puoi chiamarmi Mett se vuoi, vivo nel villaggio oltre il ponte e…”. s’interruppe sentendo delle voci in lontananza. “Mi hanno già trovato, cavolo!!” sbuffò, “devo andare, ti aspetto domani qui, ok?” mi urlò tuffandosi nelle acque gelide per riemergere dopo pochi secondi dall’altra parte. “Ti aspetto, eh?!” sorrise sbracciandosi, poi corse via portando con se un frammento del mio giovane cuore. Tornai al castello e, come tutti i giorni, fui sgridata da mia madre e dalla tata, ma il mio unico pensiero era sperare che la notte passasse in fretta per poter nuovamente rivedere Mett.
L’indomani mi alzai di fretta e corsi verso al vecchio ponte. Questo rito lo ripetei per giorni, poi  i giorni divennero mesi ed infine anni. Non mi stancavo mai di stare con Mett, aveva sempre qualcosa di cui parlare, mi raccontava di storie fantastiche con cavalieri in armature scintillanti, elfi e fate dei boschi, mi narrava delle leggende della sua terra e mi raccontava di tutte le volte che la faceva in barba ai suoi genitori per evitare il lavoro nei campi in modo da poter venire da me. Io ridevo ed ascoltavo sempre con attenzione i suoi racconti e, mentre il tempo trascorreva veloce, i miei sentimenti per lui crescevano di giorno in giorno sempre più.  L’estate la passavamo in riva al fiume a giocare con l’acqua, mentre l’inverno, quando il fiume diventava pericoloso, stavamo seduti al riparo delle possenti travi del vecchio ponte che per noi era ormai diventato il nostro posto segreto. Mett aveva pensato a tutto! Portava coperte e zuppe calde  per poterci scaldare ed aveva fissato una fune alle due estremità del fiume in modo da poterlo attraversare in sicurezza anche quando questo s’ingrossava. Entrambi sapevamo che era pericoloso attraversare il ponte e nessuno dei due aveva mai provato a farlo, neanche per gioco.
“Nel?” sussurrò quel pomeriggio con la coperta fin sopra il naso arrossato dal freddo. “Tu non mi racconti mai nulla di te, eppure l'ho capito sai? Noi due apparteniamo a due ceti sociali diversi, è evidente”. Lo fissai, il suo sguardo era triste, come se si stesse preparando al peggio, io non gli risposi subito, mi avvicinai di più a lui e posai il capo sulla sua spalla indurita dal lavoro nei campi. “Hai ragione, noi siamo diversi ed apparteniamo a due ceti sociali diversi, io sono una principessa e futura regina del regno di Soland e tu un contadino delle terre limitrofe di Corven…” mormorai e lo sentii sospirare, “però…” alzai gli occhi per vederlo dal basso verso l’alto, ma continuando a tenere la testa appoggiata a lui, “ qui dentro siamo uguali” sorrisi toccandogli il petto ad altezza del cuore. Lui ebbe un sussulto, poi appoggiò il suo capo sul mio in silenzio e lasciammo che il suono emesso dalle acque del fiume ci cullasse.
Col senno di poi, se ripenso a quel giorno, non l’avrei lasciato andare a casa, ma l’avrei tenuto stretto a me, se solo avessi saputo, gli avrei dichiarato quel sentimento che mi portavo dietro ormai da 5 anni e poi l’avrei baciato come fanno gli adulti. Rientrai a casa e andai sedermi sul davanzale della finestra della mia stanza da cui potevo vedere il piccolo villaggio dove abitava il mio amato e fu in quel momento che notai degli strani bagliori. Il villaggio stava andando a fuoco. Corsi ad allertare le guardie e mio padre, ma nessuno mosse un dito. “Sono quelli di Tarks, noi non centriamo con la loro disputa, il nostro regno è e resterà neutrale” furono queste le parole di mio padre che vi fecero raggelare il sangue. Senza perdere un minuto, corsi fuori incurante delle grida dei miei genitori e della servitù. Corsi, corsi, fino a non avere più fiato. Arrivai al vecchio ponte, ma la fune che aveva attaccato Mett era stata portata via dalla corrente. Nonostante fossi distante, sentivo  le urla di morte provenire dal villaggio, poi lo vidi emergere da una macchia di cespugli col viso sporco di sangue. “Mett!” lo chiamai e senza pensarci mezzo secondo mi precipitai lungo il ponte le cui assi scricchiolarono sotto il mio peso, sentivo che mi urlava qualcosa, ma non riuscivo a capire, l’unica cosa che m’importava, era poterlo stringere fra le mie braccia ancora una volta, poi il tonfo secco e l’acqua gelida.
Quando ripresi i sensi, ero nel mio letto, il rumore della guerra oltre il fiume era appena udibile mentre la voce di mia madre, rotta dall’emozione, mi rassicurava sul fatto che era tutto ok. Ero sfinita, ma riuscii a pronunciare comunque il suo nome: “Er… mett” sussurrai. Ricordo gli occhi di mia madre riempirsi di lacrime mentre mi raccontava cosa fosse successo. Avevo attraversato il vecchio ponte, ma come c’era d’aspettarsi, esso  crollò sotto al mio peso ed io finii in acqua. Mett si era gettato nelle gelide acque per salvarmi, ma non era riuscito a salvare se stesso e fu portato via dalla corrente. Ingoiai le lacrime, non volevo farmi vedere debole davanti a mia madre, poi mi riaddormentai esausta. Passò un mese da quella tragica notte, nonostante il mio corpo era sano, le ferite del mio cuore erano ancora grondanti di sangue. Il pensiero di essere stata la causa della sua morte non mi dava pace, ma non c’era giorno che non andassi ad aspettarlo sul greto del fiume, come facevo una volta. Quello era il nostro posto speciale e quel ponte la culla che aveva visto nascere il nostro amore. “Mett?” sussurrai cadendo sulle ginocchia in lacrime dinnanzi ai resti del ponte.
 “Nel?” mi sentii chiamare. Sgranai gli occhi incredula, mi voltai e vidi i miei occhi neri riflessi in un paio di occhi azzurri come il cielo, degli occhi che io conoscevo molto bene. Sorrisi mentre le lacrime continuavano a rigarmi il viso con insistenza e mi buttai tra le sue braccia consapevole che non lo avrei lasciato andare mai più. 

20 commenti:

  1. Davvero molto malinconico e commovente, mi è piaciuto molto :) Solo una cosa, c'è qualche piccolo refuso qui e là, ma niente di grave XD

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    1. Grazie è colpa dell'ora tarda e dei tagli per farlo entrare in 8000 caratteri xD
      la prossima volta cercherò di fare di meglio. Grazie per averlo letto ^^

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  2. Ups, stavo dimenticando la cosa più importante. Voto 4/5 per un racconto delicato dalle tinte di acquerello :)

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  3. Bellissimo ^^ sei molto brava. Dolce, malinconico, romantico, perché la fine è lieta?
    Voto: 4/5, complimenti!

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    1. Veramente la fine doveva essere diversa, ma dato che pecco molto in finali drammatici, ho pensato di fare una storia a lieto fine ^^
      Grazie per aver letto la mia storia :D

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  4. Shio sei sempre capace di farmi commuovere ç_ç
    Nonostante qualche piccolo errore (sicuramente di distrazione), il racconto è davvero molto bello <3
    Non so se valgono i mezzi voti... 4.5/5 u_u

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    1. Grazie Fulla, gli errori sono dovuti alla distrazione. A furia di tagliare la storia per farla entrare nei 8000 caratteri, alla fine l'ho riletta male e di corsa ed il risultato è stato questo ç____ç
      Grazie per aver letto la mia storia :) <3

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  5. Appena finisco la mia leggo!
    C'è un tag per te!

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    1. ora vado a vedere!!
      Non vedo l'ora di sapere cosa ne pensi!! **

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  6. Che dolce <3 sarebbe bello leggere di più però... cosa succede dopo?
    Come hanno detto gli altri ci sono un po' di refusi ma nulla di grave. Ti do 4\5 solo perché credo manchi qualcosa... in effetti devi aver fatto parecchi tagli...

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    1. Non sai quanti, ahimé... per quello dicevo di alzare il margine dei caratteri a 10.000 o almeno non far contare anche gli spazi ç___ç
      Comunque grazie mille ^^

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  7. Che storia romantica e dolce! Brava! Un amore piccolo che cresce con i giorni, i mesi e gli anni.
    Davvero una bellissima interpretazione. E poi il ponte, silenzioso guardiano di questo segreto. Che alla fine è la causa del loro dolore.
    Qualche refuso, ahimè abbassano di poco il voto! 4/5
    Complimenti

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    1. Ti ringrazio, purtroppo sono sempre distratta e mi capita spesso di sbagliare qualche parolina qua e la. Ma sono felice che ti sia piaciuto :D

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  8. Graziosissimo!
    Mi piace moltissimo la solarità iniziale, quella sensazione (come la chiamo io) sgarzellina, di due giovani cuori, divisi dal ceto sociale, mi chiedo come potrebbe essere sviluppata maggiormente, includendo gli altri aspetti ora sacrificati, come la politica, oppure il punto di vista della vita 'povera' del giovane.
    Il finale non va bene secondo me, non è motivato, risulta forzato, anche se, non nego che mi fa piacere, ritengo comunque che doveva restare tale, la situazione di morte...
    Direi 4/5
    (ps hai già modifica -lo- con -l'ho-?)
    ..Tu non mi racconti mai nulla di te, eppure lo capito sai..

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    1. Non l'avevo ancora fatto, ora correggo, grazie mille.
      La storia, come l'avevo scritta all'inizio era più lunga ed il finale "diverso", ma alla fine ho optato per l'happy ending per non fare sempre la tragica della situazione xD
      Grazie mille per averlo letto :)

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  9. Finalmente sono riuscita a leggere la tua splendida storia *.*
    Sapevo che non mi avrebbe delusa e mi sono ritrovata infatti una storia dai tratti delicati, contornata da una triste verità (la differenza sociale) e la dolcezza dei due giovani.
    Mi piace come la storia scivola piacevolmente, sia leggera e dolce fino al momento della tragedia. Mi ero preoccupata molto (soprattutto ottimo il riferimento alla politica, dove il regno della principessa non poteva intervenire ad aiutare il villaggio). e poi il lieto fine... bellissimo come l'hai descritto ^^
    Secondo me il parere risulta un po' inspiegabile e forse questo è il motivo della "forzatura", forse se lo avessi giustificato avrebbe creato meno questo effetto, ma non toglie assolutamente la bellezza del racconto *^* Lo avrei voluto più lungo, mi dispiace averti fatto cancellare la storia originale T.T
    Adoro i nomi xD e i personaggi... Ho notato qualche errore di battitura ma nulla di grave!
    Ti do un 4/5 sia per il problema del finale (purtroppo mi dispiace, so che in parte può essere colpa del limite dei caratteri) e per gli errori di battitura ^^ Ma sei stata bravissima :3 Dolce, romantica, positiva... <3

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    1. Maledetto blogspot che non manda le notifiche come wp T.T
      Grazie per aver letto la storia e per averla amata nel suo piccolo... purtroppo è vero che è stata penalizzata dal limite dei caratteri, ma alla fine va anche bene così. Sono soddisfatta di quello che ho fatto ed ormai Mett e Nel si sono guadagnati un posto speciale nel mio cuore :D

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  10. Che dire... la costruzione della trama è ottima. La storia è intensa e pregna di passione e sentimento e in generale devo ammettere che mi ha suscitato delle belle e calde emozioni. Ha volte ci sono degli stacchi netti e son certo che questo dipende dalla costrizione che hai dovuto subire nel limite di caratteri. Probabilmente il rientro in tale limite non ha permesso una perfetta armonizzazione dei vari periodi. Concludo la valutazione qualitativa dicendo che hai molto da dire ancora nel campo della scrittura e che sicuramente potrai ( e dovrai ^^) coltivare questo tuo talento nel corso degli anni.
    Purtroppo nella mia valutazione secca devo criticare i troppi (ne ho contati davvero tanti) refusi che ho incontrato in questo racconto. Ti consiglio di rivederlo con calma e correggerli tutti questi refusi ed erroretti perché la storia merita e l'amore che ci hai messo traspare da ogni parte.
    Voto 3.5 su 5

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    1. Ti ringrazio davvero tanto per aver letto la mia storia, purtroppo la mia relazione coi refusi è davvero burrascosa, non riesco a non cascarci... mi sfuggono sempre, ma sono felice che nonostante tutto, l'emozioni siano arrivate tutte :)

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